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Anthony Bridgeton e il sogno infranto”

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Se con il Duca di Hastings abbiamo affrontato l’argomento “demarcatore maniacale persecutorio” con il Visconte Anthony Bridgerton ci addentriamo nelle dinamiche di chi ricerca la trasgressione alle regole.

Anthony è il figlio maggiore della numerosa famiglia Bridgerton e, in quanto tale, ricopre il ruolo di capofamiglia dal giorno della morte del padre.

Protettivo con i suoi fratelli e sorelle più piccoli, svolge egregiamente il compito assegnatogli dalle usanze della società in cui vive, occupandosi degli affari economici e virtuosi di tutta la famiglia.

Qualcuno tra di noi che ha visto la Serie TV potrebbe giudicare il comportamento che Anthony tiene con sua sorella Daphne eccessivamente invadente, ma non possiamo negare la bontà delle sue intenzioni e lo stress derivante dal cercare di contenere i possibili errori commettibili da una ragazzina appena entrata nella società, soprattutto dell’epoca.

Devo dire che tra tutti i personaggi della serie quello che ho amato di più è proprio lui, il Visconte! Di lui ho apprezzato particolarmente il bisogno di trasgressione nascosto dal comportamento apparentemente bacchettone tenuto in famiglia, con i fratelli e il rapporto con la madre, che, pur senza ottenere da lui alcuna confidenza, sa di conoscerlo meglio di chiunque altro.

Secondo un’ottica Analogica potremmo dire che stimolando il movimento della mano destra e sinistra, in Anthony Bridgerton con tutta probabilità vedremmo il corpo oscillare in avanti proprio in risposta allo stimolo della mano sinistra.

Il perfetto fratello maggiore, infatti, nasconde un segreto alla sua famiglia, che su di lui si appoggia e a lui si affida totalmente.

A dispetto dei tanti buoni consigli rifilati a Daphne, il Visconte è perdutamente innamorato di un impossibile partito: Siena Rosso, una cantante lirica.

Tra le tante ragazze da sposare che la stagione del 1813 gli presenta, lui sceglie l’unica che non può essere scelta, una ragazza senza titoli nobiliari, che non potrà mai presentare all’alta società inglese di cui lui fa parte.

Sposarla sarebbe inopportuno, per non dire del tutto inaccettabile.

La ricerca dell’energia INFERTIZZANTE di cui è carente, e della quale necessita per riportare in equilibrio il suo sistema energetico mentale, costringe Anthony Bridgerton a vivere una vita affettiva trasgressiva. Vedere di nascosto la sua amata, non poterle dare mai certezze future, non poterla nemmeno salutare in pubblico, sono alcuni dei comportamenti che si sente obbligato a tenere.

Se potesse agire con il solo volere della LOGICA la lascerebbe senza pensarci due volte, sa bene quanto sia impossibile il loro amore e che prima o poi sarà comunque costretto a chiudere la loro storia, ma proprio questi pensieri alimentano il SOGNO e le EMOZIONI di cui ha bisogno il sistema energetico.

L’impossibilità di amarsi fa crescere il desiderio, alimentando il SOGNO d’amore.

Possiamo dire che Anthony è davvero in un pensiero IDEALISTA, in cui l’affermazione presa in considerazione per eccellenza è raggiungere i propri sogni, chiedendosi: “Che cosa voglio?”. Di fatti se lo chiede più volte durante la prima stagione della serie.

Basta che la madre lo metta di fronte alla realtà, di fronte a ciò che dovrebbe davvero desiderare un uomo del suo rango, per instillare in lui il dubbio che il suo amore per Siena debba finire in quell’istante, come, però, gli basta rivederla per caso, in tutto il suo fascino proibito, per desiderala con più ardore di prima.

Possiamo ipotizzare, quindi che il Visconte sia in un PROBLEMA ORDIANRIO, ossia abbia ben presente la causa della sua sofferenza e che il suo braccio induttore sia appunto il sinistro, così da comprendere meglio l’andamento della sua relazione affettiva.

L’energia propria dell’oggetto di desiderio, quindi quella del Mastro di Chiavi, in lui è compressa da un eccesso di energia introiettante (quella propria del genitore ANATGONISTA e quindi del GUARDIANO DI PORTA), questo alimenta SOFFERENZA e DISPIACERI, generante SENTIMENTO COMPRESSO, alimentatore della cambusa di riferimento.

Insomma, vive una carenza di pathos che deve ricercare per riportare in equilibrio il sistema energetico mentale.

Così, anche quando Siena lo lascia, lui torna sempre a cercarla giustificando il torto da lei ricevuto, per riaverla anche solo una volta, per rivivere la sofferenza di non poterla tenere con lui per sempre, perché ha bisogno delle emozioni di cui lei lo nutre.

Come spesso accade in questi casi, però, il sogno sembra irrealizzabile e spesso si trasforma in Sogno infranto, così Anthony dovrà fare i conti con la definitiva sofferenza provocata dall’abbandono affettivo.

Che non si commetta però l’errore di credere che chiunque venga avanti con la mano sinistra sia destinato a soffrire a causa di un SOGNO INFRANTO, perché non è così.

Ciò che ci comunica la persona, quando il suo inconscio ricerca l’energia infertizzante, è che in passato ha sofferto a causa di un sogno infranto, ma quanto sarà portato a riviverne un altro dipende da quanto squilibrio è presente nel sistema energetico.

Sappiamo, grazie agli studi di Stefano Benemeglio, che non è possibile raggiungere il punto di equità tra le due istanze (Guardiano di Porta e Mastro di Chiavi) per questo lo chiamiamo PUNTO UTOPICO, di conseguenza sarà sempre presente in noi una certa quantità di squilibrio energetico, ossia un’istanza tenderà sempre a prevaricare sull’altra.

Questo concetto è il medesimo che spiega la nascita della “Distonia”, di cui ho già parlato in altri articoli e che approfondirò sicuramente in altri.

Il riequilibrio energetico si vede necessario lì dove è presente una percentuale di sofferenza maggiore del 30%, ricavabile grazie alla “TIME LINE Benemegliana”, quindi lì dove la LOGICA dell’individuo si trova a vivere dolore e sofferenza in una delle cinque sfere della vita: rapporti con la famiglia d’origine, rapporti sentimentali affettivi, rapporti sessuali, autorealizzazione e disturbi dell’emotività e del comportamento.

analogicamente

“Non mi perderei mai un giorno così importante per te e la nostra famiglia.”

analogicamente

“Ti stavi comportando da stupido”

analogicamente

“Non ho avuto il piacere di vederti al nostro club ultimamente.”

analogicamente

“Molto rinfrescante, visto il caldo.

analogicamente

“Questa soluzione del nostro problema non è stata casuale.”

analogicamente

“Non è altro che una terribile confusione”

Tania Zozzaro
ANALOGICAMENTE | Il Blog della Lettura Analogica | a cura di Tania Zozzaro

Sono un’Analogista! Ovvero una professionista delle Discipline Analogiche. Sono di Roma e lavoro per l’UPDA! Ho iniziato il mio studio delle Discipline Analogiche nel 2007. Le Discipline Analogiche ci permettono di conoscere noi stessi e gli altri attraverso il magnifico e complesso mondo delle emozioni.
Da allora non le ho più abbandonate, ma la mia passione per la motivazione, per il comportamento umano, per le emozioni, per la comunicazione e per le discipline olistiche cresce ogni giorno di più. Per questo ho creato e gestisco il blog Analogicamente.
Il blog di lettura in chiave analogica, si prefissa l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei lettori grazie agli spunti e alle riflessioni contenute nei miei articoli. Sarà proprio attraverso gli articoli che analizzerò tutto ciò che è rimandabile alle dinamiche emotive del comportamento umano.

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