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Bridgerton e i Demarcatori Ipnotici”

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Non potevamo esimerci dall’analizzare in chiave Analogica una delle serie Netflix più vista di sempre: “Bridgerton”.

In particolar modo andremo ad approfondire la figura dell’indiscusso personaggio del momento, coprotagonista della prima stagione, il Duca di Hastings.

Lo sceneggiato, tratto dai romanzi di Julia Quinn, è ambientato nella Londra del periodo della Reggenza Inglese e racconta le vicende amorose della stagione matrimoniale 1813.

Tra le giovani debuttanti la favorita dalla regina è la figlia maggiore della famiglia più numerosa dell’alta società Inglese, appunto i Bridgerton.

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Mentre Daphne Bridgerton, questo il suo nome, cerca il vero amore tra lo sguardo attento della regina e i vari corteggiatori, più o meno graditi, casualmente si imbatte nel partito più ambito da tutte le mamme delle debuttanti, il Duca di Hastings.

Bellissimo, ricchissimo, aristocraticamente titolato e misterioso, il Duca è appena rientrato a Londra dopo una lunga assenza e non sembra interessato a prender moglie.

Insomma, più le donne lo cercano più lui scappa.

Daphne, invece, non sarebbe interessata a lui, ma una casualità, non troppo casuale, li costringerà a un accordo per la salvaguardia di entrambi, che li porterà ad una assidua frequentazione durante la quale tra loro sboccerà un sentimento d’amore travolgente.

Nonostante la forte attrazione e l’interesse crescente del Duca nei confronti di Daphne, la fatidica proposta di matrimonio sembra non arrivare mai.

Potremmo pensare ad un super DISTONICO DELL’ESSERE, che nel desiderare l’oggetto di desiderio trova il massimo del coinvolgimento emotivo, ma, anche se questa fosse la sua distonia, non giustificherebbe il totale rifiuto manifestato nei confronti del matrimonio, quando pur di non convogliare a nozze preferisce battersi in un duello all’ultimo sangue con il figlio maggiore della famiglia Bridgerton.

Ma allora cosa Blocca Simon, questo il nome di battesimo del Duca, nel vivere serenamente il suo sogno d’amore?

Come in ogni comportamento umano, anche in questo personaggio c’è una precisa logica d’azione, solo che non è legata ad una logica razionale ma, come spesso accade nella vita reale, è dettata da una logica EMOTIVA.

Andiamo a capirla nel dettaglio sfruttando la teoria delle Discipline Analogiche.

Secondo Stefano Benemeglio esistono due agenti ipnotici che possono condizionare il nostro comportamento:

  • il Demarcatore Maniacale Persecutorio 

  • il Demarcatore Ossessivo Compulsivo

Questi sono al servizio della nostra Coscienza allo scopo di bloccare il nostro agire o di renderlo incontrollabile rispetto alla nostra razionalità.

I Demarcatori sono entrambi presenti nel nostro pensiero, relazionandosi in contrapposizione fra loro e ponendosi nel ruolo di consiglieri, o INTERATTIVI, fino a che l’individuo si trova ad affrontare difficoltà e problematiche di tipo ORDINARIO (ossia con una precisa relazione di CAUSA ed EFFETTO), ma si trasformano in elementi COERCITIVI del nostro pensiero quando l’individuo si ritrova in un problema di tipo ABERRANTE (ossia senza relazione di causa ed effetto e con presenza di possibile “SINTOMO”).

Tornando a Bridgerton e al nostro Simon, vediamo come il desiderio di sposare Daphne e vivere felice non possa essere realizzato a causa di un BLOCCO, che noi possiamo vedere come un effetto del suo DEMARCATORE MANICALE PERSECUTORIO coercitivo.

Gli accenni all’infanzia del Duca nella serie ci vengono in aiuto mostrandoci un rapporto estremamente difficile con il padre (nel ruolo di GUARDIANO di PORTA).

Simon da bambino si era sentito fortemente rifiutato da tale genitore e aveva cercato in ogni modo di compiacerlo, sforzandosi di diventare l’uomo che suo padre si aspettava diventasse. Quando, raggiunto finalmente lo standard paterno, Simon prende consapevolezza che suo padre non ha mai avuto considerazione dei suoi sentimenti, decide di ferirlo così come si è sentito ferito lui stesso e lo farà nell’unico modo che lui ritiene possibile.

Così, sul letto di morte gli giura che non avrebbe mai dato un erede alla loro casa, non ci sarebbe mai stato un proseguimento alla loro dinastia, in quanto lui non avrebbe mai preso moglie, né avuto figli.

Simon era diventato l’erede perfetto, ma rifiutava di esserlo, rifiutava di diventare come suo padre e, così facendo, gli restituiva indietro il dolore che per tutta la vita gli aveva donato.

Affinché i beni e il nome di famiglia fossero tramandati il Duca, suo padre, aveva ucciso emotivamente il figlio e, secondo molti, fisicamente la sua moglie, madre di Simon.

Ella, infatti, era morta poco dopo la sua nascita, il suo corpo debilitato dai vari aborti aveva ceduto e Simon non aveva mai avuto il piacere di stare tra le sue braccia.

Adesso, Simon non può possedere Daphne, il suo oggetto di desiderio, a causa di se stesso e del suo giuramento come non poté a suo tempo possedere sua madre a causa del padre.

La paura del dolore causato dalla solitudine vissuta per un SOGNO INFRANTO porta il DEMARCATORE MANIACALE PERSECUTORIO ad esercitare un’azione coercitiva, quindi bloccante.

Unico modo per sbloccare questa situazione?

Come sempre una presa di coscienza delle emozioni represse!

In questo la nostra Daphne sarà maestra e, dopo aver scoperto i particolari dell’infelice infanzia del suo amato, lo porterà a guardare dentro il bambino che era per riscoprire se stesso e ricominciare a guidare consapevolmente la sua vita.

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Secondo la teoria delle Discipline Analogiche il DEMARCATORE è un costrutto della nostra stessa COSCIENZA, quest’ultima intesa come consapevolezza del proprio SÉ, ma anche come ente GIUDICANTE.

Uno dei due DEMARCATORI prevarica sull’altro in quanto COESISTONO nel PENSIERO dell’individuo, ma in relazione CONTRAPPOSITIVA fra loro.

Quando viviamo un problema ORDINARIO, ossia una difficoltà che ci procura una SOFFERENZA, alla quale sappiamo dare una precisa causa, (soffriamo, ma sappiamo perché) il DEMARCATORE prevaricante è per noi un consigliere, che può portarci tendenzialmente a rispettare e seguire le regole proprie della nostra coscienza oppure a prediligere la trasgressione dei nostri stessi principi etici.

Questo ci rende ciò che siamo, detta le basi delle nostre tendenze comportamentali.

In questo caso non li chiamiamo ancora DEMARCATORI, ma gli diamo il nome di GUARDIANO DI PORTA e MASTRO DI CHIAVI e rappresentano le due figure di riferimento nella formazione della nostra personalità, ossia i nostri genitori.

Il GENITORE rappresentante il nostro GUARDIANO DI PORTA è quello in cui ci identifichiamo sessualmente, mentre il genitore rappresentante il nostro MASTRO DI CHIAVI è quello che identifichiamo come OGGETTO DEI NOSTRI DESIDERI.

Quando, però, a causa di vari motivi, ci ritroviamo in un problema ABERRANTE, quindi senza una precisa relazione di causa ed effetto del nostro dolore, una delle due istanze (GUARDIANO DI PORTA o MASTRO DI CHIAVI) perdono il ruolo di consiglieri e si trasformano in DEMARCATORI coercitivi (DEMARCATORE GUARDIANO DI PORTA e DEMARCATORE MASTRO DI CHIAVI) .

Di fatto noi non siamo più liberi di agire come vorremmo. Ci facciamo BLOCCARE dalla PAURA della PAURA, ossia dalla paura del DOLORE causato dal CONDIZIONAMENTO e dalla mancanza di libertà oppure del dolore causato dalla SOLITUDINE e dall’abbandono affettivo.

I DEMARCATORI ipnotici sono due:

– MANIACALE PERSECUTORIO: insinua la PAURA a fare, quindi limita la nostra azione a tutela del nostro pensiero ISTITUZIONALE.  Ci porta a dire NO anche quando avremmo voluto dire SI.

– OSSESSIVO COMPULSIVO:  insinua il bisogno a FARE, ossia la necessità impellente di compiere l’azione a tutela del nostro pensiero TRASGRESSIVO. Ci porta a dire SI anche quando avremmo voluto dire NO.

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«Lo scopo di questo accordo era di sfuggire alle macchinazioni matrimoniali delle madri, non di finire dritto nella fossa dei leoni.

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Se in questi giorni mi avessi semplicemente guardata per più di due secondi, te ne saresti accorto: per me il vero sacrificio è rinunciare a te. Io brucio di amore per te.” 

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“Se davvero vi corteggiassi non avrei bisogno di fiori. Mi basterebbero cinque minuti con voi in un salotto!”

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“Se tu desideri il sole e alla luna, non devi far altro che uscire e mirare al cielo. Non è permesso a tutti.

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“Io ero pronto a farmi uccidere su quel prato Daphne, pur di non sposarti e non infrangere il tuo sogno. Io sarei morto per te.”

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“Non sei affatto scandaloso quanto credi.”

Tania Zozzaro
ANALOGICAMENTE | Il Blog della Lettura Analogica | a cura di Tania Zozzaro

Sono un’Analogista! Ovvero una professionista delle Discipline Analogiche. Sono di Roma e lavoro per l’UPDA! Ho iniziato il mio studio delle Discipline Analogiche nel 2007. Le Discipline Analogiche ci permettono di conoscere noi stessi e gli altri attraverso il magnifico e complesso mondo delle emozioni.
Da allora non le ho più abbandonate, ma la mia passione per la motivazione, per il comportamento umano, per le emozioni, per la comunicazione e per le discipline olistiche cresce ogni giorno di più. Per questo ho creato e gestisco il blog Analogicamente.
Il blog di lettura in chiave analogica, si prefissa l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei lettori grazie agli spunti e alle riflessioni contenute nei miei articoli. Sarà proprio attraverso gli articoli che analizzerò tutto ciò che è rimandabile alle dinamiche emotive del comportamento umano.

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