Seleziona una pagina

Anna Maria Cecilia Sofia Kalos, in arte Maria Callas nacque il 2 dicembre 1923 a New York, da una famiglia greca immigrata negli Stati Uniti.

All’Età di 13 anni la famiglia si divise e Maria con la madre e la sorella andarono a vivere ad Atene dove Maria Callas studiò e si diplomò al conservatorio come soprano.

Ed è esattamente come soprano che tutto il mondo  ha venerato e  venera ancora Maria Callas, battezzandola “la Diva”.

Quando Maria Callas è nata la sua famiglia era reduce da un terribile lutto.
Il loro secondogenito, Vasili, infatti, morto a soli tre anni d’età, era rimasto vittima di un’epidemia di tifo. Questo dolore aveva spinto la madre, Evangelia, a trasferirsi a New York, dove pochi mesi dopo nacque, appunto, Maria.
Probabilmente, ancora sconvolta dalla recente perdita, la madre sperava che il bambino nel suo grembo fosse un maschio, così da poter ridare il nome Vasili al nuovo arrivato, di conseguenza ebbe un moto di rifiuto quando seppe di aver partorito una femminuccia. Non volle vederla per giorni e stentò parecchio a trovarle un nome.

A cinque anni, Maria, per cercare di raggiungere sua sorella maggiore al di là della strada, sfuggì al controllo della madre, venendo così investita da un’auto. Restò in coma per diversi giorni.
Per lei fu quel lungo e profondo sonno a trasportarla nel mondo della musica, raccontava infatti che, di quei 22 giorni di coma ricordava, l’udire di strane melodie.
Per sua madre quell’evento segnò un distacco ulteriore da quella seconda figlia, alla quale, da questo momento in poi, attribuirà un brutto carattere, ostinato e ribelle.

Fu forse la paura di perdere un altro figlio che la condizionò, attribuendo all’atto di ribellione di una bambina di cinque anni la colpa di averla fatta soffrire ancora, come quando aveva perso il suo Vasili?

Significativo resta il fatto che allo stesso evento Evangelia faceva ricondurre l’inizio del loro distacco affettivo, mentre Maria faceva ricondurre il suo legame indissolubile con la musica, che era anche uno dei pochi leganti con sua madre.
La madre che sfugge alla relazione d’amore porta la figlia a ricercarla spasmodicamente, perché solo nel legame genitoriale il bambino può dare un valore alla propria vita.
A complicare ulteriormente il già difficile rapporto tra madre e figlia c’era il legame tra Evangelia e la sua primogenita, Jackie.

La predilezione che la madre aveva per la sorella maggiore era, per Maria, motivo di grande sofferenza e dolore, subiva una COMPARAZIONE FALLIMENTARE costante da cui usciva vincitrice solo in campo musicale.

“Quello che voglio dire è che sono indifesa, sono stata indifesa per tutta la vita. Può accadere come nel mio caso di essere fraintesi, odiati, attaccati, ma io sono stata incapace di reagire.
Sono rimasta passiva, ho subito tutto in silenzio, ciò mi ha ferita. Ero piena di RISENTIMENTO perché capivo che ciò che mi accadeva era un’ingiustizia, il mondo è pieno di ingiustizie”
M. Callas

analogicamente

Quando ci si sente indifesi, Secondo le Discipline Analogiche di Stefano Benemeglio il sistema
emotivo è governato da due energie: ENERGIA INTROIETTANTE ed ENERGIA INFERTIZZANTE.

L’energia Introiettante è quella alimentata dal genitore Antagonista, quello in cui ci identifichiamo (nel caso di identificazione eterosessuale il genitore del nostro stesso sesso) ed è quello che pone difficoltà e ostacoli al raggiungimento del genitore oggetto di desiderio (genitore del sesso opposto).

L’Energia Infertizzante è quella alimentata dal Genitore Oggetto di Desiderio, quello che appaga l’esigenza, la soddisfa e si rende disponibile alla conquista.

Il genitore Antagonista è quindi sia quello con cui entriamo in conflitto per la conquista di ciò che desideriamo, sia quello che alimenta l’energia INTROIETTANTE e di conseguenza ci protegge dal sentirci in balia del desiderio stesso nei confronti del genitore del sesso opposto.

Un eccesso di energia introiettante, però, porta il sistema a ricercare l’energia di cui è carente per ristabilire l’equilibrio, quindi INFERTIZZANTE, di conseguenza ci sentiamo incapaci di gestire le nostre emozioni, quindi vulnerabili e indifesi.

Affinché un genitore ANTAGONISTA svolga a pieno la sua funzione e porti equilibrio nel sistema è necessario che si comporti anche da AGONISTA, cioè qualcuno con cui giocare una partita amichevole, in cui è possibile rivedersi e rimanere in contatto emotivo…insomma, un GUARDIANO DI PORTA che sappia proteggere il cuore dalla fame d’amore che il MASTRO DI CHIAVI genera.

Perché ci sia equilibrio emotivo, quindi, è necessario che siano ben bilanciate le componenti quantitative di energia INTROIETTANTE e energia INFERTIZZANTE, che ci sia un oggetto, idea, cosa, persona da desiderare, ma anche un certo grado di difficoltà per raggiungerla, che non sia eccessivamente elevata da bloccare il sentimento d’amore, ma abbastanza presente da stimolarne l’espressione e la motivazione.

All’età di 13 anni Maria Callas fu portata dalla madre via da New York, la città dove aveva vissuto fino a quel momento e via dal padre, che rivedrà solo raramente e con il quale da quel momento in poi perderà la quotidianità. Così oltre a percepire la madre come un forte antagonista, Maria perde anche la presenza del suo oggetto di desiderio, ponendo le basi per una vita affettiva segnata da grandi difficoltà e impedimenti.

Al contrario della sua vita personale, la carriera di Maria Callas fu costellata da successi, non si fece mai scoraggiare dai rifiuti e dalle critiche, alle quali diede comunque un ruolo di primaria importanza, si racconta, infatti, che dopo ogni prima esibizione aspettasse le 3 di notte per leggere i commenti che i giornalisti avevano espresso su di lei sulle rispettive testate giornalistiche.

La voce particolare e la presenza scenica che la caratterizzavano la resero “la Diva” unica e inimitabile che era. Maria Callas sul palco non mostrava semplicemente le sue incredibili capacità canore, ma si estraniava da tutto ciò che aveva intorno per entrare totalmente nel personaggio da lei interpretato.

Questo mandava letteralmente in visibilio il suo pubblico.

analogicamente

«poteva alzarsi dal tavolo di un locale per cantare, e preda di una metamorfosi totale, soggiogare il pubblico con un quasi temibile magnetismo». Ray Morgan

Maria Callas Ebbe molte relazioni affettive, ma le più significative furono quelle con l’imprenditore Italiano Meneghini che sposerà nel 1949 e l’armatore greco Onassis. Il primo fu per lei come un padre, un porto sicuro dove approdare, la sicurezza affettiva che le era sempre mancata. Il secondo fu la passione, l’ossessione, l’incertezza che il suo cuore aveva conosciuto fin dall’infanzia.
L’armatore greco la fece innamorare con la sua insistenza e la sua determinazione a possedere “La Diva” che era, così per lui nel 1959 Maria lasciò definitivamente il marito.

Seguì una relazione passionale che presto lasciò il posto ad una dipendenza affettiva distruttiva, in cui Maria subiva umiliazioni e tradimenti da parte del suo amato. La perdita del figlio Omero, a poche ore dalla sua nascita, l’abbandono della scena musicale e la fame d’amore che le mordeva il cuore, le procurarono enormi sofferenze, fino a raggiungere ilpunto più basso, quando nel 1968 apprese tramite i media che Onassis avrebbe sposato Jacqueline Kennedy.
Per giorni la Callas non usci dalla sua abitazione parigina, stretta in un vortice depressivo.
analogicamente
analogicamente

“Ricordati che Maria ha cominciato a morire quando ha lasciato la musica”
Maria Callas a Giulietta Simionato

(amica e soprano)

Riuscì faticosamente ad uscirne cercando nel lavoro le soddisfazioni che le mancavano nella vita privata e si dedicò al cinema e ad un’ultima tournée, ma le ulteriori delusioni d’amore, i lutti degli uomini da lei amati e stimati (tra cui il padre) ed in ultimo la morte di Aristotele Onassis nel 1975 la riportarono giù nel profondo del suo dolore.

Dipendente dai pesanti sonniferi che le permettevano di combattere l’insonnia di cui soffriva e sempre più sola e segregata nella sua stessa casa morì a causa di un arresto cardiaco nel 1977 a soli 54 anni.
Le sue ceneri furono, secondo le sue ultime volontà, sparse nel mar Egeo così da poter restare “abbracciata al suo Aristotele Onassis per l’eternità”.

Tania Zozzaro
ANALOGICAMENTE | Il Blog della Lettura Analogica | a cura di Tania Zozzaro

Sono un’Analogista! Ovvero una professionista delle Discipline Analogiche. Sono di Roma e lavoro per l’UPDA! Ho iniziato il mio studio delle Discipline Analogiche nel 2007. Le Discipline Analogiche ci permettono di conoscere noi stessi e gli altri attraverso il magnifico e complesso mondo delle emozioni.
Da allora non le ho più abbandonate, ma la mia passione per la motivazione, per il comportamento umano, per le emozioni, per la comunicazione e per le discipline olistiche cresce ogni giorno di più. Per questo ho creato e gestisco il blog Analogicamente.
Il blog di lettura in chiave analogica, si prefissa l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei lettori grazie agli spunti e alle riflessioni contenute nei miei articoli. Sarà proprio attraverso gli articoli che analizzerò tutto ciò che è rimandabile alle dinamiche emotive del comportamento umano.

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di AnalogicaMente

Ricevi gli ultimi articoli in anteprima e non solo!

Ricevi anche gli ultimi eventi che riguardano le Discipline analogiche e

i suggerimenti dell'Analogista per ritrovare e mantenere intatto il tuo riequilibrio emotivo!

LA tua iscrizione è avvenuta con successo!