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“Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà lui a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.” (Carl Gustav Jung)

Nell’articolo di oggi andrò a trattare il conflitto con il destino, ovvero l’ultimo stadio dell’evoluzione del problema dell’individuo secondo il Prof. Stefano Benemeglio:

Il conflitto con il DESTINO.

Marlin è il personaggio Disney che a tale scopo ci viene in aiuto, coprotagonista insieme al figlio, del film d’animazione “Alla ricerca di Nemo”.

Il famoso film di animazione inizia con Marlin, che assieme alla sua compagna, è in felice attesa dello schiudersi delle loro prime uova.

Si sente appagato, pieno di gioia e progetti per la vita che li attende ma la magia del loro amore, viene spezzata da un tragico evento.

Nascerà un pesciolino che il padre chiamerà Nemo, come avrebbe voluto la sua defunta moglie.

Da buon padre, Marlin lo crescerà come fosse il suo tesoro più grande, a maggior ragione che il piccolo ha una pinna atrofica, quindi “difettosa”.

Nemo non ha nessuna oggettiva difficoltà nel fare ciò che gli serve per vivere, nonostante la menomazione sa nuotare bene e ha un comportamento giudizioso e prudente, ma per suo padre è sempre fragile e a rischio.

L’atteggiamento iperprotettivo di Marlin è la conseguenza di uno stato di costante preoccupazione ed agitazione, che non riesce a sedare nemmeno quando è Nemo stesso a richiederglielo.

Gli sforzi del suo cucciolo per apparire capace e in grado di essere autonomo non servono a nulla poiché Marlin non ha paura dell’incapacità di Nemo, ma del DESTINO.

Crede, infatti, che il DESTINO gli sia avverso.

Come a suo tempo gli portò via sua moglie e i suoi figli prima ancora che nascessero, così oggi potrebbe portargli via Nemo, per questo sente il bisogno di tenerlo costantemente sotto controllo.

I rammarichi ed i dispiaceri (rimpianti e rimorsi nel sentimento represso; rabbia e rancori nel risentimento represso) sono la causa del dolore aberrante che è privo di contenuti reali.
Stefano Benemeglio

Di fatto Marlin ha perso la relazione di causa ed effetto del suo dolore e di fatto si trova in conflitto con il destino.

Sempre in ansia ed apprensione, non riesce più ad essere il pesce “pagliaccio” divertente che era una volta, la sua vita gira tutta intorno al controllo che deve avere sul figlio, ma non associa la sua sofferenza e le sue frustrazioni alla traumatica perdita che ha vissuto in passato.

Ora, secondo il pensiero Benemegliano sull’evoluzione dei problemi e il conflitto con il destino, Marlin si trova nella DIMENSIONE SPIRITUALE, che è la quarta ed ultima tappa evolutiva.

Nella DIMENSIONE SPIRITUALE si perde completamente attinenza con la realtà oggettiva andando ad attribuire ad un’entità esterna (il Destino) la causa del proprio dolore.

Questo genera all’interno dell’individuo un senso di impotenza e impossibilità ad uscire fuori dalla propria problematica.

Il comportamento di Marlin è governato dalla “paura della paura” e se non sarà sempre attento e concentrato su suo figlio (sacrificando la sua vita e la sua autorealizzazione) verrà punito con la SANZIONE più tremende, la perdita del figlio stesso.

La COSCIENZA di Marlin non è più un elemento interattivo che divide il giusto dallo sbagliato, ma un elemento coercitivo e SANZIONATORIO.

In lui non esiste più la divisione etica tra il bene e il male, tra il giusto e lo sbagliato, ma “il giusto” equivale a vita e “lo sbagliato” alla morte.

Nell’ottica di una trasgressione al codice etico della propria coscienza diventa possibile giustificazione alla morte (malattia organica, sciagura ecc.)

Una percezione reale della SCIAGURA sempre imminente, lo spinge ad essere iperprotettivo nei confronti di Nemo, che interpreterà questo atteggiamento del padre come una mancanza di fiducia nelle proprie capacità.

Nemo compirà il suo atto di ribellione nei confronti di Marlin per tutelare la propria dignità, per dimostrargli che lui è capace ed in grado, nonostante tutto, di cavarsela da solo.

Così metterà a rischio sé stesso e, catturato da un subacqueo, verrà portato via su di un motoscafo.

E’ qui che si concretizza la più grande paura di Marlin: perde le tracce del motoscafo nella vastità dell’oceano e con esse la possibilità di riavere suo figlio.

Nonostante il terrore e la disperazione, però, Marlin non si arrende e sarà il suo viaggio, “Alla ricerca di Nemo” appunto, a valergli da riequilibrio emotivo di cui aveva bisogno per ritrovare se stesso.

Dovrà accettare l’imprevedibilità della vita e di dover riporre fiducia in essa.

Nella paura di perdere il figlio per sempre ritroverà l’analogia con la traumatica perdita della moglie, ristabilendo la relazione di causa ed effetto del suo costante dolore.

Insomma, questa volta dovrà vivere attivamente per ritrovare Nemo, esplorando posti lontani da casa, dalle sue abitudini, trovando il coraggio di fare anche cose poco sicure andando contro il suo pensiero logico, come rifugiarsi nel becco di un pellicano.

Ogni personaggio che incontrerà nel suo viaggio lascerà in lui un insegnamento importante:

  • La pesciolina blu Dory, che con il suo perenne ottimismo gli insegnerà come sia possibile dare diverse interpretazioni ad un evento;
  • Bruto, lo squalo bianco a capo di un gruppo di auto-aiuto per predatori pentiti, gli mostrerà come, grazie all’impegno, possiamo cambiare noi stessi, ma mai snaturarci completamente;
  • Le tartarughe marine, che migrano ogni anno affrontando pericoli e imprevisti perché la bellezza della meta giustifica i sacrifici e aiuta il superamento delle proprie paure.

Marlin e Nemo si riabbracceranno dopo tante avventure e difficoltà vissute, alla fine di questo lungo viaggio che li avrà cambiati profondamente.

Torneranno a casa, nella loro quotidianità costruendo insieme una nuova vita familiare basata sulla fiducia reciproca e sull’accettazione dell’imprevedibilità dell’avvenire

Tu sei la soluzione non il problema.
Stefano Benemeglio

marlin e il conflitto con il destino

Su, su, su, va tutto bene, c’è papà qui… Penso io a te… Ti giuro che non permetterò che ti succeda mai niente… Nemo! (Marlin) 

[parlando con l’uovo da cui nascerà Nemo, che è l’unico sopravvissuto all’attacco di un barracuda che ha anche ucciso sua moglie]

Marlin e il conflitto con il destino

 Nemo! Che cosa stai facendo? Resterai bloccato laggiù e mi toccherà venire a prenderti prima che lo faccia un altro pesce! Torna qui!

 [Nemo non gli dà retta]

 Ho detto torna subito qui, ora! [Nemo continua a non dargli retta] Fermati! Se muovi una sola pinna, signorino…

 [Nemo alza la pinna] 

Non… Non ti azzardare! Non provare a toccare quella barca! Hai sentito cosa ho detto? Non toccare quella… 

[Nemo, con la pinna alzata, colpisce la barca] 

Nemo!!

(Marlin) 

marlin e il conflitto con il destino

Quando la vita si fa dura sai che devi fare Marlin? Zitto e nuota, nuota e nuota, zitto e nuota e nuota e nuota? E noi che si fa? Nuotiam, nuotiam….

(Dory)

Marlin e il conflitto con il destino

Io sono uno squalo buono, non un automa divoratore di pesci. Se voglio cambiare questa immagine di me devo prima cambiare me stesso. I pesci sono amici, non cibo….

(Bruto)

Marlin e il conflitto con il destino

Ci sei dentro, bello! 

[alla Corrente Orientale Australiana] 

Guardati intorno!

(Scorza)

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Tania Zozzaro
ANALOGICAMENTE | Il Blog della Lettura Analogica | a cura di Tania Zozzaro

Sono un’Analogista! Ovvero una professionista delle Discipline Analogiche. Sono di Roma e lavoro per l’UPDA! Ho iniziato il mio studio delle Discipline Analogiche nel 2007. Le Discipline Analogiche ci permettono di conoscere noi stessi e gli altri attraverso il magnifico e complesso mondo delle emozioni.
Da allora non le ho più abbandonate, ma la mia passione per la motivazione, per il comportamento umano, per le emozioni, per la comunicazione e per le discipline olistiche cresce ogni giorno di più. Per questo ho creato e gestisco il blog Analogicamente.
Il blog di lettura in chiave analogica, si prefissa l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei lettori grazie agli spunti e alle riflessioni contenute nei miei articoli. Sarà proprio attraverso gli articoli che analizzerò tutto ciò che è rimandabile alle dinamiche emotive del comportamento umano.

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