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Se anche tu sei una donna altruista e coraggiosa, non puoi perderti l’articolo di oggi su Mulan.

Questa protagonista Disney è una ragazza appartenente a una famiglia aristocratica della Cina vissuta tra il IV e il VI secolo d.C., con qualche difficoltà a trovare il suo ruolo in un mondo che vede le donne unicamente come oggetto dell’uomo, senza personalità e opinioni personali.

Nonostante oggi i tempi siano notevolmente diversi, è probabile che tu possa rivederti in lei.

Gli strascichi del patriarcato sono ancora presenti nella nostra società e, anche se in forma diversa, ci sono, purtroppo, situazioni in cui essere uomo può costituire un vantaggio oppure, comportarsi come tale, come nel caso di Mulan.

La nostra protagonista, all’inizio della sua storia, prova a essere la donna che tutti si aspettano che sia. Lo fa soprattutto per portare onore a suo padre, affinché lui sia fiero di lei, ma, nonostante ciò non ottiene particolare successo e questo le crea non poca sofferenza!

Vediamo già dalla prima scena del film la genesi di questa affascinante Tipologia Analogica, ossia la donna EgoMaschio.

Mulan è attesa dalla madre e dalla nonna in paese, lì la aspetta un rituale di bellezza esclusivo per ragazze adolescenti che si apprestano a essere valutate dalla mezzana, una figura femminile istituita in quella società per valutare la capacità di essere brave mogli delle giovani ragazze.

Vediamo subito la netta differenza tra Merida (personaggio analizzato in questo articolo) e Mulan.

Entrambe vengono istruite per ricoprire un ruolo tipicamente femminile che non sentono proprio, ma, mentre la prima vive in maniera negativa il modello femminile impostato dalla madre percependone il suo eccessivo giudizio, la seconda riconosce nella madre un valido aiuto. Nonostante la veda in parte anaffettiva e si senta da lei eccessivamente obbligata verso una direzione che sente non appartenerle, non le attribuisce la colpa di volerla diversa, bensì, il disagio e il conflitto che prova, lo manifesta attraverso il desiderio di soddisfare le aspettative di suo padre

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“Per quanto il vento ululi forte, una montagna non può inchinarsi ad esso.”

Insomma, la nostra protagonista nel suo ruolo di femmina non riesce a soddisfare le aspettative della famiglia, ma il destino vorrà per lei una via diversa.

Infatti, il popolo guerriero degli Unni sta avanzando minaccioso verso la Cina costringendo il suo imperatore a richiamare alle armi almeno un maschio per ogni famiglia.
Il non giovanissimo padre di Mulan, non avendo figli maschi, dovrà presentarsi il giorno seguente all’accampamento militare per arruolarsi.

Mulan, da buon EgoMaschio, giudicherà il padre come inadeguato a combattere per una guerra. Per lei è un buon padre, ma non abbastanza maschio da adempiere al suo ruolo, difatti è zoppo e anche se in passato è stato un grande militare ora è fermo da troppo tempo.

Ci sarà una discussione tra padre e figlia, in cui Mulan esprimerà chiaramente il suo pensiero, mettendo in imbarazzo la madre che non si sente di esprimere la propria preoccupazione rispetto al marito, perché per lui sarebbe un disonore essere giudicato inadatto.

La giovane Mulan non può trattenere, invece, il suo giudizio e perciò è aspramente ammonita da suo padre, che le rammenta il suo essere donna, quindi di dover imparare a comportarsi come tale e di non avere i presupposti per giudicarlo.

Nonostante le critiche Mulan, in quanto EgoMaschio, non mette in dubbio il suo ruolo femminile, ma continua a reputare totalmente inadeguato il padre. Così nel cuore della notte decide di sostituirsi a lui sottraendogli l’armatura, acconciandosi in modo da poter essere scambiata per un ragazzo e partendo per arruolarsi!

A questo punto, se appartenete a questa tipologia, non ci sono dubbi che vi sareste comportate allo stesso modo. Il vostro comportamento “a triangolo”, infatti, vi porta a essere protettive, sostitutive e potreste trovarvi spesso a voler competere con i soggetti maschili.

Coraggiosa come poche altre principesse Disney, Mulan, che nel frattempo ha assunto la nuova identità di Ping, troverà sul campo di addestramento un modello maschile perfetto da imitare, il suo capitano Shang, che su di lei avrà inizialmente delle riserve, ma che dovrà ricredersi nel corso della storia, fino a essere addirittura superato in coraggio e valore dal suo stesso “allievo”.

Dopo aver salvato la vita al suo capitano, Ping, resterà ferito e sarà il medico accorso per curarlo a far saltare la sua copertura, compromettendo la sua vita: la pena per il reato commesso da Mulan è la morte.

Shang, non la giustizierà, ma le impedirà di seguire il battaglione al cospetto dell’imperatore, togliendole l’onore di aver contribuito, in maniera determinante, alla vittoria della Cina sull’esercito Unno.

 

Questo per la nostra eroina è chiaramente un fallimento, non potrà rendere suo padre fiero di lei, dimostrargli di essere adeguata. Ha trasgredito alle regole della sua casa, alle regole della società in cui vive per proteggere suo padre e per trovare il suo destino, invece non ha ottenuto nulla se non l’umiliazione della sconfitta.

La sorte, però, girerà in suo favore dandole una seconda possibilità di riscatto.

Sulla strada del ritorno verso casa vedrà dirigersi al castello imperiale parte dell’esercito Unno scampato alla morte sul campo di battaglia, così Mulan correrà ad avvisare Shang e il suo esercito, ma non le sarà dato credito proprio perché donna, quindi la sua parola non ha più valore!

L’arrendevolezza non è una caratteristica della donna EgoMaschio e la nostra protagonista lo dimostrerà fino alla fine del film, infatti, quando gli Unni attaccheranno e rapiranno l’imperatore, sarà grazie alle idee di Mulan e al suo valoroso comportamento che la Cina vincerà definitivamente la battaglia.

Mulan vincerà davvero la lotta contro se stessa quando comprenderà a pieno il suo valore e, conquistando il tanto bramato onore, troverà il suo posto nel mondo.

 

 

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“Il fiore che sboccia nelle avversità è il più raro e prezioso di tutti.”

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Arrivati alla fine di quest’articolo, se ti sei rivista nel ruolo di questa coraggiosa principessa, devi essere sicura di appartenere alla sua stessa Tipologia!

 

Fai il test della Tipologia Analogica Seguendo il video di Armando Stano

ISTRUZIONI

per appartenere alla Tipologia Analogica EgoMaschio dovrai reagire alle stimolazioni che troverai nel video nel modo seguente:

  • andare in avanti con il corpo sul simbolo Asta
  • andare indietro sul simbolo Cerchio
  • andare indietro sul simbolo Triangolo
Tania Zozzaro
ANALOGICAMENTE | Il Blog della Lettura Analogica | a cura di Tania Zozzaro

Sono un’Analogista! Ovvero una professionista delle Discipline Analogiche. Sono di Roma e lavoro per l’UPDA! Ho iniziato il mio studio delle Discipline Analogiche nel 2007. Le Discipline Analogiche ci permettono di conoscere noi stessi e gli altri attraverso il magnifico e complesso mondo delle emozioni.
Da allora non le ho più abbandonate, ma la mia passione per la motivazione, per il comportamento umano, per le emozioni, per la comunicazione e per le discipline olistiche cresce ogni giorno di più. Per questo ho creato e gestisco il blog Analogicamente.
Il blog di lettura in chiave analogica, si prefissa l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei lettori grazie agli spunti e alle riflessioni contenute nei miei articoli. Sarà proprio attraverso gli articoli che analizzerò tutto ciò che è rimandabile alle dinamiche emotive del comportamento umano.

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